Crociera in Islanda: il tripudio dei contrasti della natura

Reykjavík, la capitale una città frizzante, con ristoranti vivaci, locali moderni e molte gallerie d’arte, una città amata dai più giovani. da Reykjavik si può arrivare al famosissimo ghiacciaio di Snæfellsjökull che domina il panorama della punta e da qui si può proseguire verso le scogliere basaltiche e le spiagge sabbiose di Búdir un paradiso naturale di moltissime specie di uccelli marini.

 

Vigur, letteralmente “l’isola dalla forma di lancia”. Nelle sue acque nuotano numerose foche e si nutrono uccelli marini come il puffino, l’uria nera, l’aggressiva sterna artica (che può anche attaccare l’uomo se si sente minacciata) e l’edredone comune. A Reykjavík e nel suo centro storico, potete visitare il Parlamento, la Cattedrale, il porto, il Museo Nazionale la Perla e Höfði, costeggiando il fiume ricco di salmoni, proseguite per il museo folkloristico Árbæjarsafn e per la piscina più grande di Reykjavik a Laugardalur.

 

 

La natura torna protagonista nella regione del Þingvallavatn con il più grande lago d’Islanda, e alle sorgenti calde di Geysir dove l’attivo Strokkur saluta i turisti con getti d’acqua e vapore. Se siete fortunati, potete vedere l’arcobaleno sopra la maestosa Cascata d’oro Gullfoss, poco distante. Prima di rientrare a Reykjavik si fa sosta al cratere Kerið e al “villaggio delle serre” Hveragerði.

 


È l’acqua, uno degli elementi chiave della natura islandese, la protagonista nella cascata di Godafoss, soprannominata anche “la cascata degli dei”. Non è molto distante da Mývatn, un vero e proprio paradiso naturalistico con spettacolari formazioni vulcaniche, crateri e laghetti sulfurei. A lasciare senza fiato è Dettifoss, la cascata più potente d’Europa con i suoi 44 metri di altezza e 100 di larghezza. I suoi spruzzi si vedono a un chilometro di distanza e nei giorni di sole crea spettacolari arcobaleni. Da Mývatn ci si sposta verso Egilsstadir per raggiungere i Fiordi dell’Est, dove le montagne precipitano in mare e il vento leviga le rocce spoglie.

 

 

Isafjordur antichissime origini per questa piccolissima città, qui si trova la più antica abitazione domestica islandese risalente circa al 1743.
Ósvör ora è un museo a cielo aperto, ma un tempo era un villaggio di pescatori e si trova nella parte più settentrionale del paese. Non si può mancare la visita al “sedile del troll” (Naustahvilft, ) una grande depressione a forma di mezza luna fra le piatte montagne del fiordo di Isafjordur, la leggenda vuole che sia stato creato da un troll colto dalla luce del sole con i piedi in acqua e seduto sul monte e questo piace crederlo anche a noi. Moltissime sono le zone vulcaniche del paese, fra queste spunta la penisola di Reykjanes attraversando terre incontaminate con paesaggi punteggiati qua e la da i filetti di merluzzo messi ad essicare sulle terre laviche. Krýsuvík zona termale ricca di fanghi bollenti e le acque curative della laguna blu con proprietà miracolose per la pelle. Assolutamente imperdibile è l’avvistamento delle balene in mare aperto fra orche, delfini, balenottere e balene.


Cosa assaggiare di tipico durante il nostro viaggio in islanda? Il muschio islandese (cetraria islandica) viene raccolto in estate, di fa essiccare e si usa per fare una specie di tè, nel pane o in una zuppa con il latte. Fiskibollur polpettine di merluzzo, patate e uova. Skyr un antichissimo formaggio ovino simile al nostro yogurt, altri piatti tipici li consiglio solo ai più temerari e non deboli di stomaco

 

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